Nocerina Gela 1-0 05/12/2010
L’urlo. E’ la cosa che più rimane impressa di questa partita. L’urlo che scuote il San Francesco è come lava che si sprigiona dal vulcano in maniera fragorosa e senza controllo. La Nocerina è più forte delle barricate e del catenaccio imposto dai siciliani. Getta il cuore oltre l’ostacolo perché vuole vincere, sempre. Quando la forza da sola non basta a legittimare il risultato intervengono le motivazioni, il carattere dei giocatori. La loro anima si impossessa dei piedi e si gioca come in uno stato di trans. Così è capitato ai molossi che si sono visti respingere dai pali diverse occasioni e che hanno giocato costantemente nella metà campo avversaria senza correre particolari rischi. Eppure il Gela non ha mollato. Ostico nel difendere il risultato, si è frapposto tra la Nocerina e la gloria. Ad un certo punto sembra quasi inutile continuare a combattere. Eppure i tifosi sanno che non può finire così. Imprecano quando Catania e Scalise colpiscono la traversa e sbraitano quando il Gela sul finire di gara si posiziona tutto nella sua metà campo. Non ci sono spazi. Su ogni uomo della Nocerina intervengono più giocatori del Gela. Il pallone non circola come Auteri vorrebbe. In questi casi solo un’invenzione può risolvere la situazione. Il colpo di genio che abbatte il muro di disperazione su cui si sono arroccati i siciliani. L’arbitro indica il recupero: cinque minuti. Cinque minuti che i tifosi rossoneri vorrebbero che fossero interminabili. E’ il 95’. L’arbitro è già con il fischietto in bocca quando assegna una punizione per la Nocerina. Tutti in attacco, è l’ultima occasione. Cavallaro si incarica della battuta. Il pallone è carico di effetto e arriva nell’area di rigore del Gela, dove difensori e attaccanti si strattonano come in una lotta greca. In un groviglio di gambe e corpi, la palla arriva sul piede di Di Maio che, in acrobazia perché trattenuto da un avversario, la tocca con la punta del piede, il giusto per indirizzarla lentamente oltre la linea di porta. E’ gol, la Nocerina vince. Di Maio, in preda ad un’emozione incontenibile, corre verso la panchina attorniato dai compagni poi cambia idea. La gioia è così immensa che non ragiona più. Arriva sotto la curva rossonera. Guarda i tifosi negli occhi e…urla: l’urlo di Di Maio che frantuma le pareti di ghiaccio in cui il Gela voleva rinchiudere i molossi. Lo sfrenato pubblico rossonero colora l’ennesima domenica di vittoria, di passione nocerina.
IL TABELLINO
NOCERINA (3-4-3) Gori; Scalise, Di Maio, De Franco; Nigro, De Liguori (85’ Sardo), Catania, Bruno; Castaldo (63’ Cavallaro), Marsili (72’ Galizia), Negro. In panchina: Amabile, Perricone, Pepe, Riccio. All. Auteri
GELA (4-4-2) Nordi; Petrassi, Cardinale, Italiano, Piva; Stamilla, D’Amico, Giardina, Aliperta (83’ Bigazzi); Franciel, Vegnaduzzo (91’ Cunzi). In panchina: Maraglino, Puccio, Opoku, Avantaggiato, Rabbeni. All. Provenza
MARCATORI: 95’ Di Maio
ARBITRO: Bietolini di Firenze (Morelli – Pedrini)
SPETTATORI: 4.500 circa
Guarda il video:
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-189ca39c-f66d-4bde-854e-528b6d674dee-raisport.html
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