La Nocerina di Ernest Erbstein

La stagione 1929-1930 si aprì con l’attesa riforma dei campionati. Venne formata una serie A costituita da un unico girone a diciotto squadre, una serie B a diciotto squadre e la I Divisione, a cui partecipò la Nocerina, formata da quattro gironi a carattere interregionale. La piazza nocerina era letteralmente malata di calcio. Le cronache raccontano che in ogni luogo della città si parlava dei molossi e per questo la Società decise di non badare a spese. Venne ingaggiato l’eccellente allenatore Ernest Erbstein( che anni dopo diventerà il tecnico del glorioso Torino distrutto dalla tragedia di Superga). Al secondo anno da allenatore già era considerato un maestro del calcio. Si racconta che studiasse in maniera maniacale le tattiche e gli schemi da proporre durante ogni situazione di gioco. Erbstein applicò il modulo a “W” tanto usato agli albori del calcio: Due terzini, tre mediani e cinque attaccanti. Dopo un inizio di stagione esaltante che vide la Nocerina esprimere un calcio futuristico per il tempo, i molossi vennero consacrati come l’unica squadra a tenere alto il nome della Campania. Al Piazza D’Armi arrivò il blasonato Palermo per un incontro che avrebbe designato la capolista del girone. La gara fu viva ed accesa. La Nocerina in extremis riuscì ad agguantare il pareggio, ma al fischio finale i tifosi nocerini furibondi tentarono l’invasione di campo. Il Palermo ottenne il 2-0 a tavolino e il Piazza D’Armi venne squalificato per un turno.
La squadra di Erbstein subì un contraccolpo psicologico che portò ad una serie di sconfitte consecutive. Dopo un periodo terribile, la Nocerina ricominciò la risalita. I molossi conseguirono una serie di vittorie importanti che proiettarono la Nocerina al terzo posto. Così arrivò la prova del nove: il derby con la Salernitana. Le due società coltivavano una rivalità accesa dimostrata anche in occasione di quella partita. Le scaramucce si consumarono dentro e fuori il recinto di gioco. Le rispettive dirigenze utilizzarono tutti i mezzi a loro disposizione per dare l’impressione di essere superiore all’altra. La partita fu accattivante. La Nocerina pareggiò due gol di svantaggio e il clima divenne incandescente. La polizia arrestò i tifosi che innescarono risse dentro e fuori lo stadio; in tribuna fu arrestato un dirigente nocerino e in campo i calciatori persero la calma e trasformarono la partita in un incontro di arti marziali. A farne le spese fu il calciatore della Nocerina Raktel al quale venne rotta una tibia. La Nocerina, in dieci, non si demoralizzò e addirittura riuscì a strappare la vittoria sul campo della Salernitana. A quel punto esplose la rissa generale che però non cancellò un risultato storico per la compagine rossonera. La restante parte di stagione fu esaltante, ma non bastò a vincere il campionato. I molossi terminarono la stagione ricevendo gli apprezzamenti di tutti gli addetti ai lavori, ma la società prosciugò tutte le risorse economiche a disposizione e dovette rinunciare all’iscrizione alla Prima Divisione del 1930-1931.





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