Nascono i molossi
Per provare la nuova formazione, nel gennaio del 1928 fu organizzata un’amichevole con il nascente Napoli. In una partita che già i cronisti dell’epoca definirono leggendaria, la Nocerina a sorpresa sconfisse i partenopei per uno a zero. Il pubblico, meravigliato, affibbiò ai ragazzi nocerini il soprannome “molossi”, riprendendo la grinta e la tenacia che caratterizza questa razza canina diffusa prevalentemente nel territorio napoletano. Da quel momento in poi il termine molosso entrò a far parte della schiera di nomignoli con i quali veniva identificata la Nocerina. Tra questi vi erano “diavoli” e il simpatico “orsacchiotti”. Solo nel 1929 dopo un acceso derby con lo Stabia, vinto dai nocerini per tre a zero, il termine “molosso” venne ufficialmente consacrato. Dalle colonne del giornale “Risorgimento Nocerino”, il giornalista Giovanni Zoppi celebrò la vittoria della Nocerina con un pezzo ironico sugli acerrimi rivali dello Stabia, in cui con enfasi associò i rossoneri ai molossi:
Ingarrighiane…palliste
E’ la palla, caro Stabia, quel rotondo pingue arnese
Che dà spesso sorprese sanguinanti anzichenò.
Nell’ardore della pugna
voi chiamaste “il nocerino” il “molosso” ossia il “mastino”
dello sport calciator,
poi credendo d’avvilirci
nel pigliar la palla…a volo,
lo chiamaste “puparuolo”[1]
con feroce voluttà.
Il “molosso” nocerino
Sia Montiglio, sia Bertagna[2],
è capace che si magna
le tue vespe[3] in un boccon.
Con furiosa galoppata
Volevate entrare in porta,
ma faceste palla…corta e la palla non entrò.
Non entrò perché teniamo Alfieri[4], come vedi,
che non giuoca con i…piedi,
ma con tutta la passion.
E teniamo poi Franzese, Maccaferri e poi Cascone[5],
e cè sta pure Pavone che presiede con onor.
È il “pavone” quell’uccello
Che quand’apre il suo ventaglio
Mette in fuga e allo sbaraglio
Centomila calciator.
Ora, o grande S.Catello[6],
che dall’alto trono assisti,
deh! Proteggi i tuoi…pallisti[7]
da più amare delusion





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